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Sintomi e fasi

Come si manifesta l'algodistrofia (sindrome dolorosa regionale complessa), come può evolvere nel tempo e quando è il momento di parlarne subito con il medico.

Quando rivolgersi subito al medico

  • dolore che, dopo una frattura, una distorsione o un intervento, invece di diminuire non passa e peggiora con il passare dei giorni;
  • dolore bruciante o sproporzionato rispetto al trauma, che compare anche al semplice sfioramento della pelle;
  • gonfiore, cambiamenti di colore o di temperatura della mano o del piede che non si riducono;
  • difficoltà crescente a muovere le dita o l'articolazione interessata.

Un gesso o un tutore troppo stretto, con dita gonfie, fredde, bluastre, pallide o insensibili, va valutato con urgenza: rivolgiti subito al pronto soccorso o al centro che ha confezionato il gesso, senza aspettare il controllo programmato.

I segnali più frequenti

Sintomi e segni dell'algodistrofia

L'algodistrofia colpisce di solito una mano o un piede, più raramente un ginocchio o una spalla. I disturbi non sono uguali in tutte le persone e possono cambiare nel tempo: il loro insieme orienta il medico verso la diagnosi.

Dolore sproporzionato

È il sintomo principale: un dolore continuo, spesso bruciante o pulsante, molto più intenso e duraturo di quanto ci si aspetterebbe dal trauma che lo ha preceduto. Può estendersi oltre la zona colpita.

Allodinia e iperalgesia

Diventa doloroso ciò che normalmente non lo è, come il contatto delle lenzuola, l'acqua o un leggero sfioramento (allodinia), e gli stimoli dolorosi sono percepiti in modo amplificato (iperalgesia).

Gonfiore

La mano o il piede appaiono gonfi (edema), con la pelle tesa e lucida. Il gonfiore spesso peggiora quando l'arto resta a lungo in basso o dopo l'attività.

Temperatura, colore e sudorazione

Rispetto all'arto sano, quello colpito può essere più caldo e arrossato oppure più freddo, pallido o bluastro; la sudorazione può aumentare o ridursi. Sono segni del coinvolgimento del sistema nervoso autonomo.

Pelle, peli e unghie

Con il tempo possono comparire alterazioni trofiche: pelle sottile e lucida o ispessita, crescita più rapida o più lenta di peli e unghie, unghie fragili o ingrossate.

Rigidità e disturbi del movimento

Le articolazioni si irrigidiscono e la forza diminuisce. In alcune persone compaiono tremore, scatti muscolari o posture anomale e involontarie delle dita (distonia).

Percezione alterata dell'arto

Molte persone riferiscono di sentire l'arto "come se non fosse mio", più grande o deformato, o faticano a capire la posizione delle dita senza guardarle. È un aspetto reale della malattia, non immaginazione.

Osteoporosi localizzata

Nelle ossa della zona colpita può comparire una perdita di densità ossea "a chiazze", visibile con la radiografia, legata sia alla malattia sia al ridotto utilizzo dell'arto.

Fasi e decorso

Come può evolvere l'algodistrofia

In passato si descrivevano tre fasi successive: una fase acuta "calda" con dolore, gonfiore e arrossamento; una fase distrofica con rigidità e alterazioni della pelle; una fase atrofica "fredda" con pelle sottile, retrazioni e perdita di funzione. Oggi questa suddivisione è considerata storica e poco rigida: non tutte le persone attraversano le stesse fasi, nello stesso ordine o con gli stessi tempi. Si preferisce parlare di forme prevalentemente "calde" e "fredde" e di un decorso variabile da persona a persona.

Evento

Il fattore scatenante

Di solito una frattura, una distorsione, un intervento o un periodo di immobilizzazione in gesso; più raramente un ictus o un infarto.

Esordio

Settimane dopo

Il dolore, invece di attenuarsi, persiste o aumenta, e compaiono gonfiore e alterazioni di colore e temperatura.

Calda

Forma "calda"

Arto caldo, arrossato e gonfio, con dolore intenso e allodinia: è il quadro più comune all'inizio.

Fredda

Forma "fredda"

Arto freddo, pallido o bluastro, con rigidità e alterazioni trofiche. Può essere presente fin dall'inizio o comparire più tardi.

Decorso

Andamento variabile

In molte persone i sintomi migliorano gradualmente nel giro di mesi; in altre persistono più a lungo, con periodi migliori e peggiori.

Cura

Agire presto

Diagnosi tempestiva, controllo del dolore e riabilitazione precoce aumentano le possibilità di recupero.

Tipo I e tipo II

Due forme, sintomi simili

I sintomi delle due forme sono sovrapponibili; cambia la presenza o meno di una lesione nervosa dimostrabile.

  • CRPS di tipo I, la forma più frequente: non c'è una lesione di un nervo identificabile. Corrisponde a quella che tradizionalmente si chiama algodistrofia.
  • CRPS di tipo II, un tempo chiamata causalgia: è presente una lesione documentata di un nervo.
  • Stanchezza e disturbi del sonno, frequenti quando il dolore è persistente.
  • Ansia e umore basso, comprensibili reazioni a un dolore che limita la vita quotidiana, che meritano attenzione e supporto.

Non sottovalutare i primi segnali

Dopo un trauma o un intervento un po' di dolore e gonfiore sono normali. Se però il dolore è sproporzionato, cambia carattere o non migliora, parlane con il medico o con lo specialista che ti segue.

Riconoscere presto l'algodistrofia permette di iniziare subito le terapie e il movimento guidato.

Domande frequenti

Sintomi in breve

Il dolore dopo una frattura è sempre algodistrofia?

No. Dolore e gonfiore nelle settimane successive a una frattura o a un intervento sono normali e di solito migliorano progressivamente. Il sospetto di algodistrofia nasce quando il dolore è sproporzionato, si associa a cambiamenti di colore, temperatura, sudorazione o gonfiore e non segue il normale andamento della guarigione.

L'algodistrofia può colpire altre parti del corpo?

Di solito interessa un solo arto, più spesso la mano o il piede. In una minoranza di persone i sintomi possono estendersi ad altre zone o comparire in un altro arto, anche a distanza di tempo.

Le fasi si susseguono sempre nello stesso ordine?

No. La classica divisione in tre fasi è oggi considerata superata come schema rigido: alcune persone hanno fin dall'inizio una forma "fredda", altre migliorano senza attraversare tutte le fasi. Il medico valuta l'andamento caso per caso.

Dal sintomo alla diagnosi

Scopri come il medico arriva alla diagnosi di algodistrofia e quali specialisti possono seguirti.